
Wednesday, December 26, 2007

Friday, December 21, 2007
Per il 2008 che si avvicina

Thursday, December 20, 2007
Saturday, December 15, 2007
Mutamenti Climatici, accordo a Bali. " Due anni di negoziati per Kyoto-2 "

PER capire cosa è successo alla conferenza di Bali bisognerebbe guardare il filmato dell'ultima seduta in plenaria, dopo una notte di incontri a vuoto. I delegati esasperati da due settimane di trattativa a oltranza, i trabocchetti sul testo anti-gas serra che spuntano uno dietro l'altro, le lacrime del segretario della convenzione sui cambiamenti climatici che vede crollare l'intesa preparata da mesi. Il no americano che gela la sala. Poi il vento cambia. Il Giappone non segue i tradizionali alleati americani. Due interventi di violenza poco diplomatica di Sudafrica e Papua Nuova Guinea invitano la Casa Bianca a farsi da parte se non può aderire all'accordo e vengono accolti da applausi interminabili. A quel punto Paula Dobriansky riprende la parola per dire che sì gli Stati Uniti ora danno il consenso al documento finale. Il muro del no eretto dalla delegazione Usa ha retto solo 25 minuti. Ma era stato incrinato dal sì a Kyoto espresso da 700 città e 25 stati americani e dall'affondo di Gore che, con il Nobel ancora in valigia, si era precipitato a Bali per dire che la colpa dello stallo è della Casa Bianca, che la trattativa deve andare avanti, che bisogna lasciare un grande spazio bianco al posto degli Stati Uniti e che quello spazio sarà riempito tra due anni dal nuovo presidente. Non c'è stato bisogno di lasciare quello spazio bianco. Fallita in sede tecnica, la trattativa è stata risolta quando sono entrati in campo, direttamente sollecitati dai ministri dell'Ambiente, i capi dei governi. L'amministrazione Bush ha misurato l'impopolarità crescente della sua posizione, il declino dell'immagine degli Stati Uniti nel mondo, i voti che in casa repubblicana cominciano a passare ai candidati pro Kyoto, la pressione di oltre cento grandi aziende preoccupate di venire tagliate fuori dal mercato dell'energia pulita e dell'efficienza. Ed è stata costretta a cambiare posizione.
E' questo il dato centrale che emerge dalla conferenza di Bali. I numeri vengono dopo anche perché devono in larga parte essere ancora scritti. Gli scienziati dell'Ipcc hanno fatto la loro parte indicando la strada da seguire: meno 25-40 per cento di tagli alle emissioni serra al 2002, meno 50 al 2050. E' tanto? E' tantissimo. E' folle? E' quasi folle. Purtroppo è anche necessario e le misure concrete non possono che essere adottate man mano che si mettono a fuoco le soluzioni concrete. A Bali è stata decisa la roadmap per evitare il disastro climatico. Entro il 2009 si raggiungerà l'accordo sulla seconda fase del protocollo di Kyoto, quella che comincia dopo il 2012. E, in maniera graduale, dovranno essere coinvolte le grandi economie che ancora non hanno preso impegni, a cominciare da Stati Uniti, Cina e India. Ci vogliono consenso, tecnologia, coerenza, finanziamenti. E' una strada ancora incerta, tortuosa, lenta. Ma a Bali si è capito che è l'unica possibile.
www.repubblica.it
(15 dicembre 2007)
Saturday, December 01, 2007

Monday, November 26, 2007

Tuesday, November 20, 2007
Damian è uscito a prendere un po'di sole, un'altra volta.

Sunday, November 11, 2007
In un momento [Dino Campana]
Sunday, November 04, 2007
Damian sempre lui

Friday, November 02, 2007

Tuesday, October 30, 2007
Il tempo non mi riguarda perchè il tempo mi appartiene

C'era una volta un cavallo pazzo e iracondo
di Damian
E' giunta un'altra giornata di pace. Ho toccato l'inutilità.
Addormentato sotto il sole.
Se avessi qualcosa da dire probabilmente scriverei libri.
Ora sono toccato, nudo e assente nel coraggio che mi dai.
Ma ora non mi servi più. Bè cosa aspetti? Vattenellanotte.
A dirla tutta non convengono le emozioni ma ci si può
guadagnare qualcosa sulla finzione.
Ipocrita, finto, stronzo. Stereotipi.
L'ANGIOLINO MALEDETTO
Come in domeniche notturne,
In fondo alla città senza rumore
La Strada è tutta bianca, ed è la notte.
La Strada ha strane case
Con persiane d'Angeli.
Ma verso un paracarro
Ecco venir di corsa, cattivo e intirizzito,
Un nero Angiolino che per troppo
Giuggiolo traballa.
Fa la cacca: e sparisce
Ma pare la maledetta cacca,
Sotto la santa luna che vaca
Di sangue sporco leggera cloaca!
Monday, October 29, 2007

Sunday, October 28, 2007
Sunday, October 21, 2007
Trapunte, maglioni di lana e calzini da snowboard

Monday, October 01, 2007
RASSEGNAZIONE

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca o colore dei vestiti,
chi non rischia,
chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi evita una passione,
chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni;
emozioni che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti agli errori ed ai sentimenti!
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia e pace in sè stesso.
Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di
gran lunga
maggiore
del semplice fatto di respirare!
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di
una splendida felicità.
Sunday, September 30, 2007
La verità, cos'è ?

Friday, September 21, 2007
surPLUS !
Biografia: Nato a Bergamo nel 1967, si trasferisce in Svezia all’età di 18 anni dove vive tutt’ora. Il suo primo documentario, RAJA SARAJEVO realizzato nel 1994, narra la storia di un gruppo di giovani amici nella Sarajevo assediata. Il documentario è stato realizzato con una piccola telecamera hi-8 durante la guerra. Da allora Gandini ha realizzato documentari che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti in ambito internazionale. NOT WITHOUT PRIJEDOR, 1996 AMERASIANS, 1998 SACRIFICIO-Who betrayed Che Guevara? 2001 SURPLUS-terrorized into being consumers 2003 Vincitore del Silver Wolf all’International Documentary Filmfestival di Amsterdam Il suo ultimo lavoro è GITMO-THE NEW RULES OF WAR, co-diretto con Tarik Saleh e presentato in anteprima all’IDFA di Amsterdam dove è stato inserito nelle prestigiose sezioni ”Joris Ivens” e Amnesty International Award. GITMO ha vinto il primo premio al Seattle International Film Festival 2006 ed il gran premio della giuria al Miami Film Festival 2006.
Schede film:
Surplus
Sacrificio. Chi ha tradito Che Guevara?
Raja Sarajevo
Gitmo - the new rules of war


http://www.docume.org/index.asp
Sunday, September 16, 2007
L'altrove di ognuno

Ho fatto a pezzi l'amore.
E con lui ogni emozione è volata via, defunta nell'indifferenza.
Ho lo stomaco a pezzi.
Ho annullato i miei sensi.
E con loro ogni cosa non ha odore o colore.
Ho la mano incagliata, in una morsa tenace di puro sarcasmo.
Sono così stanco che non riesco a dormire. (Cit.)
E ho paura che sopraggiunga la notte.
Per dormire c'è ancora tempo.
Ed ho lo stomaco a pezzi.
Tu non puoi saperlo.
Rivesti e stupri le tue fantasie.
Ho fatto a pezzi il sorriso,
ho distrutto i ricordi.
Ho lo stomaco a pezzi.
Wednesday, September 05, 2007
L'acqua te la funtana

Ca se nu ‘nnera mara ca se nu ‘nnera mara
L' acqua te la funtana è mara mara
Ca se nu ‘nnera mara ca se nu ‘nnera mara
Amore miu me la bbivia
(Ritornello...)
Comu gira comu zzumpa e balla
Comu gira la nninella mia
Ci vorrebbe na zitella ci vorrebbe na zitella
Comu gira comu zzumpa e balla
Comu gira la nninella mia
Ci vorrebbe na zitella
Per goder la gioventù
La mamma me mandau a li zanguni
ma ddittu ca sta sira ma ddittu ca sta sira
La mamma me mandau a li zanguni
ma ddittu ca sta sira
amore miu su mmaccarruni
Ritornello.
Marangia e marangella
tu si ingiallita
mo vi' ca ta' futtuta mo vi' ca ta' futtuta
Marangia e marangella
tu si ingiallita
mo vi' ca ta' futtuta
amore miu la gelatura
Ritornello.
Quando era zitu iu tuttu tiurnisi
mo ca maggiu nzuratu mo ca maggiu nzuratu
Quando era zitu iu tuttu tiurnisi
mo ca maggiu nzuratu
amore miu su comu li mpisi
Ritornello.
Monday, August 27, 2007
Estate in Salento, 2007, A NOTRE SANTE' !







Friday, July 27, 2007
Ultime Giornate estive, vaporose di luglio.

Un sacco di facce, un sacco di colori, un sacco pieno di fiori. Eppure c'è sempre un po' di silenzio. E a me è sembrato il silenzio di chi non ha poi molto da raccontare o di chi è perfettamente legato al proprio focolaio. Certo è, che dovrei passarci un bel po' di tempo per poter capirci qualcosa. Almeno capire perchè certe ragazze e non altre. Perchè certe persone le incontri soltanto lontano da casa. E soprattuto capire perchè d'improvviso non ti importa poi tanto di quello che avevi vicino.
Wednesday, July 18, 2007
Afghanistan, la guerra per l'oppio - Peace Reporter

Nei campi fuori città, i papaveri da oppio sono sfioriti e quasi pronti per essere incisi. Quest'anno si prevede un raccolto che straccerà ogni record storico. Le abbondanti piogge primaverili, del tutto eccezionali per questa regione arida, dovrebbero garantire una produttività mai vista prima, sfondando addirittura il tetto dei cento chili di oppio per ettaro, il doppio della norma. Molto di èiù di quanto renderebbero altre colture come il riso, il grano o il mais. Vista la mancanza di alternative, senza l'oppio gli afgani morirebbero di fame. Per questo sono pronti a difendere i loro campi anche con le armi, anche a costo della vita. Sono già decine i contadini uccisi quest'anno dalla polizia afgana impiegata nella campagna antidroga del governo Karzai, sostenuta dai quattrini della comunità internazionale. Ma anche questi fatti vengono tenuti nascosti, o camuffati: i contadini uccisi diventano, da morti, talebani. Una campagna antidroga fantasma che in 5 anni non ha dato alcun risultato. La produzione dell'oppio in Afghanistan non è mai stata florida come sotto il governo Karzai. L'anno scorso nel paese c'erano 165mila ettari di terreno coltivati a oppio e quest'anno sfioreranno i 180mila ettari. Il doppio del presunto record stabilito sotto il regime talebano. Le strade delle città europee sono inondate di eroina "made in Afghanistan" molto più oggi di quando a produrla c'erano i mullah con turbante e barba lunga.
Proprio alla periferia di Lashkargah, all'ombra di un grande cartellone che pubblicizza i raid antioppio delle ruspe governative incontriamo Faizullah e Nur, due coltivatori amici di amici di amici che hanno acconsentito a raccontarci cose che non si dovrebbero dire a nessuno, tanto meno a uno straniero. "Voi credete che il governo venga a distruggere i raccolti. Invece viene a rubarli", afferma il barbuto afgano lasciandoci a dir poco perplessi. "Vedete quei camion laggiù?", dice indicando una lunga fila di mezzi parcheggiati ai margini della città. "Sono quelli sui quali il governo caricherà i papaveri tagliati dalle ruspe, per poi portarli a Kabul dove tutto dovrebbe essere bruciato in grandi falò. Ma li avete mai visti questi falò?", domanda Faizullah facendo la faccia di chi la sa lunga. "Dovrebbero farli davanti alle telecamere, dando alla cosa la massima pubblicità, non vi pare? Invece dicono che fanno tutto di nascosto per motivi di sicurezza. La verità è che l'oppio viene portato nelle raffinerie del governo, trasformato in eroina, e poi smerciato all'estero. Altro che campagna antidroga!"
Interviene il suo amico, Nur, il quale ci invita a riflettere su un semplice fatto. "Secondo voi, per quale ragione il governo decide di distruggere i campi di papavero proprio in coincidenza con il raccolto? Perchè aspetta che i papaveri siano pronti? Se lo scopo fosse veramente quello di distruggere i raccolti, il governo potrebbe mandare le ruspe prima, quando i papaveri sono ancora bassi. Invece aspetta la maturazione delle piante, per raccoglierlem non per distruggerle."
Dopo la chiacchierata con Faizullah, decidiamo di approfondire l'argomento. Parliamo con altri coltivatori di papavero. Tutti confermano: il governo di Kabul finge di lottare contro il narcotraffico, ma in realtà sta semplicemente cercando di imporre una sorta di monopolio di Stato su questo lucroso business, colpendo solo i produttori di oppio "antigovernativi", quelli che non si adeguano o peggio sfidano le autorità. "Chi come me ha un campo di oppio - spiega Gulama - ha due spese principiali, che sostiene in oppio o in denaro: pagare la manodopera stagionale necessaria per il raccolto lasciando ai braccianti una parte dell'oppio da essi da essi raccolto, e pagare il governo per mettere al riparo il campo dalle ruspe e dalle irruzioni della polizia. Chi non paga questa tassa, o peggio paga il pizzo ai talebani, rischia che il suo raccolto finisca razziato dal governo". Che fine faccia l'oppio che arriva a Kabul a bordo dei camion mostratici da Faizullah ce lo spiega Sayed, che ha un fratello che lavora per il governo nella capitale. A suo dire, fino ad un paio di anni fa, quell'oppio veniva trasportato direttamente all'estero, soprattutto in Iran e Tagikistan, dove c'erano le raffinerie in cui veniva trasformato in eroina da inviare in Europa. " Oggi il governo ha capito che conviene costruire raffinerie qui in Afghanistan così da smerciare direttamente il prodotto finito... con dieci chili di oppio si fa un chilo di polvere bianca: un camion carico di eroina ne vale almeno dieci carichi di oppio... gira voce che molti di questi carichi vengano rivenduti o regalati, anche a ufficiali stranieri, soprattutto statunitensi", spiega Sayed. Al di là delle leggende urbane, i racconti di queste e di molte altre persone che abbiamo incontrato a Lashkargah descrivono una situazione completamente diversa, anzi opposta rispetto a quella che conosciamo in Occidente: il governo di Kabul sostenuto dalla nostre truppe e dai nostri soldi finge di lottare contro la produzione e il commercio dell'oppio, in realtà ci è invischiato fino al collo. Il che non dovrebbe stupire più di tanto, se si considera che Walid Karzai, fratello dell'elegante presidente afgano, è noto per essere il maggiore trafficante d'oppio della regione di Kandahar.
Sotto la tutela dell'Occidente, USA in testa, l'Afghanistan sta diventando il narco-Stato più potente del pianeta. Il famoso "Triangolo d'oro" in Indocina è diventato una bazzecola a confronto. Due realtà lontane, accomunate però da una caratteristica che fa riflettere: quella di svolgere, o di aver svolto, il ruolo di roccaforte alleata degli Stati Uniti nelle loro guerre contro il "male" del momento: il comunismo ieri, il terrorismo oggi. Una volta chiesi a un esperto straniero di questioni economiche: "Qual'è la vera ragione per cui gli Stati Uniti hanno invaso l'Afghanistan nel 2001? Visto che lì di petrolio non ce n'è e la famosa faccenda dell'oleodotto della Unocala era marignale e superata, l'hanno fatto per cosa: per vendicare gli attentati dell'11 settembre oppure per difendere i loro interessa strategici nella regione, le basi militari a ridosso della Cina?".
Lui rispose: "Nè l'uno nè l'altro. In Afghanistan non c'è petrolio, ma c'è l'oppio. Nel 2000 i talebani, per ottenere il riconoscimento della comunità internazionale, avevano smesso di coltivarlo, destabilizzando e rischiando di mettere in crisi il terzo mercato più redditizio del pianeta dopo quello del petrolio e delle armi: quello della droga. Ora tutto è tornato a posto".
Thursday, July 12, 2007
Fame, Arthur Rimbaud

Di terra e di pietre.
Il mio pranzo è sempre aria,
Roccia, carbone, ferro.
Girate, mie fami. Brucate
Il prato dei suoni.
Succhiate il gaio veleno
Delle Campanule.
Mangiate i ciottoli infranti,
Le vecchie pietre di chiesa;
I sassi dei vecchi diluvi,
Pani sparsi nelle valli grigie.
Il lupo urlava sotto le foglie
Sputando le piume belle
Del suo pasto di polli:
Come lui mi consumo.
Le insalate, la frutta
Chiedono d'essere colte;
Ma il ragno della siepe
Mangia solo violette.
Che io dorma! che ribolla
Sugli altari di Salomone.
Il brodo corre sulla ruggine,
E si mischia col Cedrone.
Infine, oh felicità, oh ragione, scostai dal cielo l'azzurro, che è un nero, e vissi, scintilla d'oro della luce natura. Dalla gioia, assumevo un'espressione il più possibile buffonesca e balzana:
E' ritrovata!
Che? l'eternità.
E' il mare sciolto
Nel sole.
Saturday, July 07, 2007
GREEN REVOLUTION / 2 generazioni a confronto ?
Siamo i figli di mezzo della storia, senza scopo né posto. Non abbiamo la grande guerra né la grande depressione.
La nostra grande guerra è spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita. (Fight Club)
Non è così. Qualcosa di importante e grande a cui rivolgere le proprie energie c'è e si tratta di ridurre i danni causati da quelle stesse generazioni del passato. Risolvere una mentalità che denigra il presente e cerca di rapportarsi onnipresentemente ad un passato che ci ha portato fin qui. Lasciare ad esempio sui libri di storia ciò che è stato degli anni 60 e riscrivere nuovi pezzi più importanti, più concreti.
Io credo che la nostra generazione abbia davvero, un qualcosa verso cui rivolgere le proprie energie e la propria bellezza. Un qualcosa per cui lottare e verso cui rivolgere le proprie passioni.
E' possibile essere una generazione concreta di come non se ne sono mai viste.
Il problema che abbiamo oggi non è più un modo diversificato di far emergere il proprio spirito, ma è un potersi sentire uniti in tutti gli angoli remoti del globo.
Si tratta di etica, o meglio di etica ambientale. Si tratta di poter sperare ancora di arrivare a CapoNord senza il timore che quel punto non esista più. Significa andare in Terra del Fuoco senza la paura che ci potresti lasciare la pelle.
Prima ho ascoltato Al Gore parlare sull'iniziativa del Live Earth 2007, le sue parole non mi hanno colpito granchè ma tutto ciò andava fatto comunque.
Ci siamo cosi tanto battuti nelle contestazioni che oggi mi rendo conto di non riuscire a cogliere l'importanza in ciò che di ovvio e semplice c'è e che oltre ad esserci è necessario.
Da come ne parlava lui, gli americani sarebbero ancora incerti, ancora increduli che il clima stia cambiando e che molti di loro non danno credito a quelle che sono le stime e le informazioni apportate da scienziati di tutto il mondo.
E' emerso come un'intera nazione sia stata strumentalizzata al fine consumistico e come essa non abbia opportunità di accedere ad informazioni tanto preziose per la vita dei suoi individui. E mi è dispiaciuto vedere quegli hippy che nel sessanta urlavano e si dimenavano contro i mali del mondo, essere oggi schiavi del frigorifero e della tv. Tutto in MaxiPortata, tutto più BIG & EXTRALARGE, tutto XXL. Mentre oggi tutto richiede qualcosa in meno, un po' di umiltà anche quando ci si lava i denti o quando si fa la lavatrice.
E mi è dispiaciuto ancora di più vedere quei gran "signori d'oggi" aver indotto la propria mentalità schiavistica e rinunciataria-individuale nei propri figli.
Ovviamente l'effetto serra e il surriscaldamento del pianeta non è un problema che riguarda solo l'America. Ma è lei da cui oggi dipendiamo. Ed è lei che deve dare un input affinchè le altre nazioni non debbano temere di perdere un certo prestigio economico. Ciò non significa che noi possiamo accomodarci ma anzi divulgare a più non posso ciò che oggi ci riguarda da vicino. Veramente MOLTO da vicino. Vedere che una nazione come gli USA stiano ancora a tal punto è grave. Ma più che grave fa paura.
Per cui W l'ovvietà e le frasi scontate perchè anche se si tratta di "ironia della sorte" e a questo punto che la contestazione individuale del passato, carica di ipocrita indifferenza finisce.
posto alcuni link utili:
5 Azioni per cambiare clima:
http://www.legambiente.com/documenti/2006/0120_cambiodiclima_2006/azioni.php
Azzero CO2:
http://www.azzeroco2.it/
Petizione NO AL CARBONE, NO AL NUCLEARE SI ALL'ENERGIA PULITA
http://www.legambiente.com/documenti/2006/0120_cambiodiclima_2006/petizione.php
Wednesday, July 04, 2007
Saturno Contro
Tuesday, July 03, 2007
Elogio della QUALITA' !

Stamattina mi sono svegliato di botto dal candido torpore del letto e da qualche sogno sconvolgente che non sto qui a raccontare (a quest'ora i bambini fanno ancora marameo), e il primo pensiero che ho fatto è stato: tra 6 giorni hai l'esame, e il secondo pensiero è stato che tristezza questa gente che parla solo di esami e di università e di contorni vuoti. E mi sono dovuto necessariamente includere anche io nella setta anzi più che setta nella moltitudine, insomma per dirla alla Capossela... nella quantità!
Perchè si va bene non essere delle nullità, va bene cercare le proprie soddisfazioni e va bene che la coscienza non abbia di che discutere o il senso di colpa universale non abbia modo di divorarti l'anima. Ma in tutto questo dev'essere compreso anche un po' del resto, avere il tempo di godersi i propri sforzi (più o meno come quando vai in bagno), cercare di posare lo sguardo in ogni direzione e in ogni direzione cogliere la bellezza, per dirla alla Capossela... la qualità !
Perchè certo è che le due cose devono coesistere assolutamente, altrimenti tutto è privo di senso, tutto è indifferenza, tutto è perduto !
(Maledetta idealizzazione della realtà credevo di averti gia sconfitto innumerevoli volte..)
Cosi va bene continuare a sperare di costruire qualcosa (chi mi conosce bene sa cosa intendo: Hawai Mexico Cuba S. Francisco Terra del Fuoco, Galapagos ecc..) ma non bisogna perdere di vista i colori. Altrimenti il ritorno nel baratro è assicurato !!!
Ecco ho finito. E mi sa che devo smetterla di svegliarmi con tutti questi pensieri.
Sunday, July 01, 2007
Non al denaro, non all'amore, nè al cielo

Potevo assumere un cannibale al giorno
Friday, June 29, 2007
Nokturna 04 Sensation

Thursday, June 21, 2007
De Andrè et François Villon
Ballata degli impiccati
Tutti morimmo a stento
ingoiando l'ultima voce
tirando calci al vento
vedemmo sfumar la luce
L'urlo travolse il sole
l'aria divenne stretta
cristalli di parole
l'ultima bestemmia detta
Prima che fosse finita
ricordammo a chi vive ancora
che il prezzo fu la vita
per il male fatto in un'ora
Poi scivolammo nel gelo
di una morte senza abbandono
recitando l'antico credo
di chi muore senza perdono
Chi derise la nostra sconfitta
e l'estrema vergogna ed il modo
soffocato da identica stretta
impari a conoscere il nodo
Chi la terra ci sparse sull'ossa
e riprese tranquillo il cammino
giunga anch'egli stravolto alla fossa
con la nebbie del primo mattino
La donna che celò in un sorriso
il disagio di darci memoria
ritrovi ogni notte sul viso
un insulto del tempo e una scoria
Coltiviamo per tutti un rancore
che ha l'odore del sangue rappreso
ciò che allora chiamammo dolore
è soltanto un discorso sospeso
Sunday, June 17, 2007

Non c'è più il tempo. Per parlare, ridere, urtarsi contro.
Non c'è più miele, rosa, o bocciolo d'ambrosia intatta
che possa ricondurmi il passo, qui. Perderlo per sempre tra le tue distrazioni.
Così mia strega,
Al di la del velo di lino, che ancora dall'alto della collina brulla,
ti ricopre tutta, sullo sfondo bianco delle case di Donoussa,
e la malizia e il pudore rende schiavo di tale immensità,
giunge il nostro vento che con un colpo eburneo di candido misfatto
quel velo posato a nascondere la tua bellezza, il verbo e la carne,
quel bianco nicchio che ti rende ninfa di cotanta quiete e col quale ti fai scudo,
è trascinato giù a percorrere confini dolci,
a confondersi con la corrente ghiacciata del mare vicino.
Fosse tutto qua, mia rosa, sarebbe gia il più bel gioco del mondo!
E invece quel limpido gelido mattino
che ci entra nella carne portando con se tutta la sua disperazione
ti rende nuda agli occhi dei passanti, increduli e infecondi,
perchè quel mare mostra loro la vita, ed è la prima volta che essi sono in grado di apprezzarla
ed ecco sopraggiungere i miei occhi,
dei quali solo scorgo la felicità perchè è nei tuoi che essi vacillano,
ecco la tua pelle giace lì come seta impaurita dal mondo.
E' lei la natura che non passa la mano,
e che accompagno ancora un po'.. fino al prossimo rumore.
Monday, June 11, 2007
Il ritorno del piccolo Damian

Periodo strano per il piccolo Damian.
Continuano ad alternasi prepotentemente stati eclettici di felicità a stati di profondo e consapevole torpore visivo/mentale, che lo portano a sottrarsi all'infinito delle possibilità e lo rilegano come si fa con un vecchio libro nel ricordo di ciò che ne è stato, di ciò che è rimasto e di ciò che non sarà più.
Si delineano quindi due profili di intensa estromissione dalla praticità così emozionante del pianeta terra, due punti oseremo dire in cui confluiscono possibilità, scelte, sintesi di ciò che sentiamo o rispettivamente di ciò che dobbiamo, male e bene a seconda del proprio umano sentire.
Da una parte una realtà, dall'altra una realtà un po' più lontana ma non impossibile.
Mara sta per tornare e la cosa lo riempie di gioia, la piscina sta per aprire e la cosa anch'essa lo riempie di gioia, l'università sta per andare in vacanze e deve dare ancora altri due esami, e l'estate sta per finire, Damian dovrebbe essere felice, e in effetti sa di esserlo, d'altra parte però manca un soffio così per esserlo pienamente..
Sunday, June 10, 2007
L'antica Grecia

Vedo il vuoto nelle cose e leggo l'inutilità in ogni dove o come. E trovo spazio altrove,
dove il sole non batte e la nudità del cuore è un'atroce pecca per questo divino coesistere.
Cerco spazio, infido tremore nella notte ammaliante.
Stupratrice miserevole trascina la mia carne nel letto di Ares.
Oh quanta vita e quanto disprezzato desiderio!
Vai via, misera megera, nottambula dell'Eden!
I pagani, loro avevano accettato l'imperfezione, resa al pari del divino!
Monday, June 04, 2007
Moulin Rouge !

che le cose non andran sempre così, perchè così non è giusto.
Non è giusto che non vi sia spazio, per la poesia nel mondo che vedo in lontananza.
Che non via sia amore, che non ci sia tu.
Cosi voglio diventar matto, impazzire se è necessario ma ritrovarti per sempre, nelle proiezioni del mio essere. Confermare che esisto, perchè ne possiedo l'essenza, perchè sono posseduto dalla stessa essenza che ti fa distendere il sorriso.
Che si parli di poesia e di rivoluzione, di libertà e di passione di voglie matte ma di amore.
Che non si lasci più spazio al mero illusorio inganno dell'affare.
E che la morte sola possa dire: " fine! "
E che non vi sia mai fine a noi due. Mai.
Thursday, May 31, 2007
Poesìa Rebelde
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d'estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro
[Nazim Hikmet]
Wednesday, May 23, 2007
IRON LIKE A LION IN ZION !!!

Queste sono quelle cose che ti capitano dopo un sacco di tempo. Tutto il tempo trascorso a cercare chissà dove quella che è la sensazione che misura la bellezza a cui aspiriamo. E per bellezza intendo il tutto, intendo la felicità in tutte le sue salse!
Cosi oggi mi è successa una cosa stupenda, ho rincontrato la bellezza sulla quale avevo fondato il mio modo di rapportarmi al mondo. L'ho ritrovata grazie ad una canzone che mi ha sempre accompagnato, conosciuta dai molti ma che a pochi fa venire la pelle d'oca. Ho ritrovato nel mio cuore quella voce struggente e quella chitarra stonata che ho sempre tenuto vicino e che per un po' avevo messo da parte.
Probabilmente dovrei dedicargli un'elegia, ma probabilmente cio risulterebbe superfluo.
Cosi mi affido semplicemente alle emozioni che questa voce mi da.
La canzone è Redemption Songs e la voce è quella di Robert Nesta Marley.
Old pirates yes they rob I
Sold I to the merchant ships
Minutes after they took I
From the bottomless pit
But my hand was made strong
By the hand of the almighty
We forward in this generation
Triumphantly
All I ever had, is songs of freedom
Won't you help to sing, these songs of freedom
Cause all I ever had, redemption songs
Redemption songs
Emancipate yourselves from mental slavery
None but ourselves can free our minds
Have no fear for atomic energy
Cause none of them can stop the time
How long shall they kill our prophets
While we stand aside and look
Some say it's just a part of it
We've got to fullfill the book
Won't you help to sing, these songs of freedom
Cause all I ever had, redemption songs
Redemption songs, redemption songs
Emancipate yourselves from mental slavery
None but oursekves can free our minds
Have no fear for atomic energy
Cause none of them can stop the time
How long shall they kill our prophets
While we stand aside and look
Yes some say it's just a part of it
We've got to fullfill the book
Won't you help to sing, these songs of freedom
Cause all I ever had, redemption songs
All I ever had, redemption songs
These songs of freedom, songs of freedom
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Gli antichi pirati, sì, mi hanno rubato
Mi hanno venduto alle navi dei mercanti
Qualche minuto dopo essere stato preso
dal pozzo senza fondo
Ma la mia mano venne fortificata
Dalla mano dell'Onnipotente
Progrediamo in questa generazione trionfalmente
Tutto quel che ho avuto sono canti di libertà
Vuoi aiutare a cantare questi canti di libertà?
Perché tutto quel che ho mai avuto sono canti di
Redenzione,
canti di Redenzione
Emancipatevi dalla schiavitù mentale
Nessun altro all'infuori di noi stessi può liberare le nostre menti
Non temete l'energia atomica
Poiché nessuno di loro può fermare il tempo
Per quanto ancora uccideranno i nostri profeti
Mentre noi ce ne stiamo da parte a guardare
Alcuni dicono che è solo un aspetto
Siamo noi che dobbiamo adempiere al Libro
Non vuoi aiutarci a cantare questi canti di libertà?
Perché tutto ciò che ho mai avuto sono
canti di Redenzione, canti di Redenzione
Emancipatevi dalla schiavitù mentale
Nessun altro all'infuori di noi stessi può liberare le nostre menti
Non temete l'energia atomica
Poiché nessuno di loro può fermare il tempo
Per quanto ancora uccideranno i nostri profeti
Mentre noi ce ne stiamo da parte a guardare
Alcuni dicono che è solo un aspetto
Siamo noi che dobbiamo adempiere al Libro
Non vuoi aiutarci a cantare questi canti di libertà?
Perché tutto ciò che ho mai avuto sono
canti di Redenzione, canti di Redenzione











