Monday, June 23, 2008

Passion Sky And Way


Scorgo rapidi riflessi sotto il calore della sera, quelli che erano i nostri giorni, oggi sono soltanto i miei. E' come un flusso di pura stasi che attraversa la carne, corrode le ossa. Senza spazio, senza ignavia. E' un po' come essere fuori dal fuoco. Ho smesso di bruciare. Immagini retroattive, sviluppano la paura, la mia memoria è orientata lì dove non vorrei che vada mai. Nascondi il male conserva soltanto il bene. 1, 5, 1000 insenature nella roccia e continuo a scavare per infilare altri piedi lì dove non dovrebbero mai entrare e da dove non dovrebbero mai uscire.

Monday, April 07, 2008

Il mio deserto.




Il mio deserto non ha un nome, nè sabbia nè vento a trascinarla.
Non ci sono voragini nascoste sotto il sole bollente,
nè animali grigi di cui aver paura.


Nel mio deserto le strade non sono mai state battute.
Eppure tutti ci passano senza timore di perdersi.
Nel mio deserto c'è un sorriso bellissimo,
e dei capelli neri che legano ogni piccolo granello con la terra.


Il mio deserto ha molte oasi.
Molte di queste sono nuove, altre provengono da giorni perduti.
Di lì a poco puoi trovarci campi in fiore, foreste dormienti
che cullano il silenzio.

Saturday, March 01, 2008

Immagini


Mi vergogno. Non c’è molto da dire. Voi mi premiate, mi concedete questo riconoscimento, e io mi sento un ladro, che vi deruba della vostra fiducia.Eppure, prima che cambiate idea, non posso fare a meno di accettare le vostre lusinghe.Come sempre, a ogni vittoria corrisponde una sconfitta. E io non so mai da che parte stare: con i vinti o con i vincitori.La vergogna è un sentimento sano, e anche ingiustamente disprezzato. Da qualche parte ho letto che là dove l’uomo arrossisce, inizia il suo essere più nobile. Tra tutti gli animali, siamo gli unici a provare imbarazzo, o se non altro gli unici a dimostrarlo. La vergogna, forse, è un modo discreto per uscire dall’anonimato: quel volto che prima ci appariva identico agli altri, di colpo è riconoscibile, viene visto, le guance tinte di imbarazzo.Ho molte ragioni per essere imbarazzato oggi, qui di fronte a voi. A scuola – è inutile tenervelo nascosto – sono stato un alunno terribile. In terza elementare, alla fine dell’anno, insieme alla pagella mi hanno dato il libretto di lavoro: avevo passato così tanto tempo in corridoio che mi avevano assunto come bidello.E ora mi ritrovo in cattedra. È un ruolo che proprio non mi si addice. Anzi, se non fosse per voi, non sarei nemmeno qui. Ciò mi rassicura un poco, perché ancora una volta posso condividere un successo, o l’ennesimo fallimento, con alcuni complici, più o meno volontari.Questa, in fondo, è una laurea che date prima di tutto a voi stessi, alla vostra magnanimità, e, in secondo luogo, a chiunque abbia condiviso parte del mio lavoro e delle mie insicurezze. In realtà questa lezione dovrebbe essere un semplice elenco, come i titoli di coda di un film.Io, senza gli altri, non sono nessuno. Sono davvero vuoto. Anche questo discorso l’ho scritto insieme a un amico, rubando qualche frase qua e là. È dai tempi della scuola che vado avanti così: la mia maestra si arrabbiava perché non avevo neanche la furbizia di copiare dagli studenti più bravi.Come vedete, sono un pessimo modello. A volte credo persino che il mio lavoro incarni alcuni valori dei quali dovremmo essere imbarazzati. Ma l’arte è uno specchio: ci restituisce l’immagine di ciò che siamo, o di ciò che diventeremo. E gli specchi attraggono, anche quando sono poco lusinghieri.A guardarlo così, riflesso nello specchio dell’arte, il mondo non è che sembri un posto particolarmente accogliente. Nell’arte e nella realtà, a volte il mondo ci appare come se fosse temporaneamente nelle mani di un dio sbagliato, mentre quello vero se ne resta fuori dal gioco. Sono un pessimista forse, ma allo stesso tempo credo che nel mondo ci siano molte altre consolazioni da cui trarre beneficio: amore, cibo, musica, l’immensa varietà di lingue e di facce, e poi il brusio continuo delle immagini.Ecco, forse dovrei parlarvi delle immagini, perché dopo tutto è con le immagini che parlo. Se sono finito a fare l’artista – qualsiasi cosa questo significhi – deve essere stato proprio per trovare una via di fuga dalle parole: un modo per inventarsi un linguaggio che fosse più mio. Non che poi abbia inventato chissà che: anzi, a volte mi sono accontentato di spostare un’immagine da un posto all’altro, semplicemente. È un piccolo cortocircuito che si crea in queste situazioni, dal quale possono scaturire mille scintille, anche pericolosissime.Forse delle immagini mi affascina proprio questa ambiguità: la possibilità di non controllarle mai fino in fondo. Non so esattamente perché, ma mi sembra sempre che le immagini non appartengano mai a nessuno e che invece siano lì, a disposizione di tutti.A differenza delle parole poi, le immagini mi sembra che pretendano sempre un’interpretazione. Con le parole puoi dire Sì o No, con le immagini le cose si fanno più complicate. Anzi, se avessi il coraggio di insegnare qualcosa, direi: “Diffidate sempre delle immagini univoche”. Le immagini a senso unico sono spazzatura per gli occhi e per il cervello: inquinamento visivo allo stato puro.Le immagini che mi interessano di più sono quelle che non capisco. O meglio, quelle che sembrano contenere in sé una molteplicità infinita di significati. Non so nulla di sociologia, ma forse le immagini che mi piacciono davvero – e poco importa che siano mie o che le abbia create qualcun altro – sono abbastanza simili a ciò che voi chiamate società, o se non altro sono simili a ciò che mi ostino a immaginare come una società ideale: sono un coro di voci, un frastuono di interpretazioni e suoni discordanti, che misteriosamente trovano un equilibrio. E per di più questo equilibrio non è fondato su alcuna gerarchia: nessuna voce sovrasta le altre, nessuna interpretazione può avocarsi un diritto di superiorità, nessun suono è rumore. Le immagini migliori sono come tante piccole torri di Babele che restano misteriosamente in piedi: tremano forse, ma non crollano. Anzi attingono nuova forza dalle continue oscillazioni che scuotono le loro fondamenta.Dalle immagini ho anche imparato qualcosa sul mondo: ho imparato ad accettare tutto. E soprattutto ho imparato a non sottovalutare nessuno. Non posso certo illuminarvi sulla nostra società: ne sapete molto più voi. Eppure posso testimoniare che non c’è persona che non sia in grado di cambiarti la vita. Preso a piccole dosi, l’uomo è un animale piuttosto straordinario, capace di dissennati gesti di generosità, a volte al limite dell’autolesionismo.Anche questa laurea ne è una dimostrazione: in fondo è come entrare a far parte di un club esclusivo, che se ha accettato la mia nomina poi così esclusivo non doveva essere. Ecco ciò che mi piace di questa laurea, e di cui vorrei ringraziarvi davvero: per un attimo, tutti questi professori, e tutti i professori nel mondo, e i professori dei professori, ecco tutti mi sembrano più vicini, e se sono più vicini a me, allora significa davvero che possono essere più vicini a tutti.Per me questa laurea non e’ una promozione: non sono io che mi innalzo, forse sono i professori che hanno deciso di declassarsi, di abbassarsi al mio livello. E mi sembra un buon segno: un modo per riavvicinarsi, per mescolare le carte.Mia madre diceva che senza un pezzo di carta non si arriva da nessuna parte. Mentre vi ringrazio, non posso tenervi nascosto di essere terrorizzato a morte: spero che questa cerimonia non segni un punto di arrivo. Mi piace credere che sia solo una tappa, non il capolinea.Non so a chi si diano di solito le lauree ad honorem, o le lauree in generale, ma spero siano destinate a chi ha ancora voglia di imparare, e non a chi crede di sapere già tutto.

Maurizio Cattelan

Saturday, February 23, 2008

PolaROAD


Raccogliere le definizioni della strada e trascriverle nell'obiettivo in modo tale che abbiano una voce ed esprimano dei sentimenti. Che gli occhi possano leggere e disperdersi nella forma.
Non temere che non vi sia abbastanza materiale. Raccogliere la vita anche nelle sue forme apparentemente inutili. Raccontare. Raccontare. Raccontare.

Wednesday, February 13, 2008

Alla ricerca di punti femi.


La mia mente è sempre stata orientata in direzioni diametralmente opposte.

Non è mai riuscita a cogliere tutto nella sua interezza, se non brevi segmenti di realtà il cui valore intrinseco è tutto da dimostrare, o almeno così è stato fino a quando non ho scoperto cosa c'era nel mezzo. Ma è impossibile prendere un po' di tutto perchè si sa che cosi si finisce per prendere nulla. Ma allora dove guardare? Se non posso vedere il mondo sezionato nel pregiudizio, dove guardare, dove riporre le mie certezze? Rassegnarmi al divenire delle cose senza che possa rapportarmi ad esse e nel frattempo farmi distrarre da chiccheccosasia?

Si forse dovrei abbassare il mio status per capire qualcosa.

Fore si, non ho l'esatta percezione di come stanno le cose.

Ma chi ce l'ha? C'è qualcuno forse che ha qualche idea soltanto appena accettabile?

Devo dunque continuare a dondolarmi nel supplizzio dell'incosapevolezza?


Sunday, February 10, 2008

Giornata splendida a Napoli


L'ombra è un filo di sollievo sulla lama delle emozioni
stacchi il primo pezzo di tessuto,
vi fai entrare un po' di luce,
aspetti i passi che non arrivano
ed arrivano quando è gia il momento di correre.
Ti fermi. Degusti il silenzio. L'aria è tiepida
ma c'è un vento che dal porto sembra trascinarti lungo la salita.
Tu sei con me e questo è quello che conta.
Abbiamo camminato a lungo setacciando ogni angolo di vita,
cercando la belleza ovunque e la
meraviglia di questo infinito percorso sta nel suo non essersi mai abbandonata ad un traguardo.
Ma continuiamo a cercare e a cercare io e te.
E non perchè è scritta nel cielo o in mare qualche sciocca citazione.
Ma perchè non possiamo farne altrimenti.
Poche ali.
Molte idee.

Friday, February 08, 2008

cose da ricordare!


FOTOGRAGIA. FESTIVAL INTERNAZIONALE DI ROMA.


3 APRILE 25 MAGGIO.


(palazzo delle esposizioni)

Wednesday, February 06, 2008


Manca il fiato.

Manca il fiato.

Manca il fiato.

Tuesday, February 05, 2008


Vorrei...
Non esiste.
Ma il movimento c'è.
E' impercettibile.
Disperso in un vuoto immemore.
Buio tremendo.
Fame di leggerezza.
E di libertà.


Monday, February 04, 2008

Dioniso betrayal


E' notte quasi fonda, quasi fatta, perduta, malmenata.
Tragedia liquefatta nelle lingue più nere nascoste sotto il velo, vezzo lunario.
Sarà la carne ancora stridente
troppa voluttà perduta in un lampo di vorace malinconia.
Oh come la desidero..
esserne l'essenza
raspare silenzioso la mia bandiera d'amore, racchiuso nelle sue gambe.
Arriverà l'acqua e poi uno sputo
Arriverà la notte la fine la gioia la morte.
Arriverà il delirio,
lei non tornerà
ciò che mi rende viscida serpe nel mare del mondo..
Saranno più di una tutte pronte a baciare le zozze vestigia per una lira d'amore.
Per una canzone idiota
mera mercificazione dell'attesa
putrefatta idiozia
sventolata malinconia
dolce sinfonia accompagnata da sottane baccanti.
Ecco la forza sopraggiungere
ecco la morte avvolgermi
ecco non una lacrimama solo il ricordo di una struggente dolcezza mal tradita.

Friday, February 01, 2008

Le intenzioni non esprimibili attraverso la bellezza?


Costruisco altissimi muri intorno alle tue mancanze

dedico colossali emisferi d'argento alle divinità della mia strada

dipingo il mausoleo tristissimo delle mie speranze

intorno alla tua bellezza

e non resisto alle ceneri nere che cadono dal cielo,

che mi ghigliottinano la testa sotto le grida della folla.


Costruisco le più grigie piramidi nella voce del vuoto,

custodite dalla notte dei tempi

riempio di colori le orme dei miei passi

e dalla pioggia creo scintille di fuoco

che vengano a bruciare la nostra casa.


Sentire la vita stringere la morsa

intorno al tuo sorriso

e nel tuo sorriso cadere perduto.

Sentire la vita sbattere la sua anima

contro le porte delle mie barriere inutili.


Raccogliere ogni respiro

e dondolarlo fra le mani del vento

nasconderlo sotto la consistenza delle mie pause.




Wednesday, January 30, 2008

La più bella rosa




Mi manchi e non so dove cercarti

dove venire a prenderti,

la mano con cui tenerti legata al pensiero, non la riconosco.
Cosa ci aspetta?

Ogni volta è una tristezza infinita che lacera

il bello che riusciamo a condividere in poco tempo.

Mi manchi e non so se sia giusto

e non credo che mi faccia bene

ma un cuore malato si attacca alla prima rosa

e una mente malata si attacca alla prima bellezza

la più bella rosa

la rosa più bella.

Wednesday, January 23, 2008

Capitolo Secondo

click on the picture for a zoom


I'm looking for a new travel around Europe.


In the next time I think to go live in Turin and follow university there.


Is necessary. Is necessary.

Monday, January 21, 2008

A te


A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione
Per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila Con i disillusi
Tu mi hai raccolto
Come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perchè non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magìa
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro l’aria
Come bollicine


A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande

A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti stringendoti un pò
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa

A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei

A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei



A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
A te che hai reso la mia vita
Bella da morire
Che riesci a render la fatica
Un immenso piacere
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo

A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che sei Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
E a te che sei
Semplicemente sei
Compagna dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei

L. Cherubini

Sunday, January 20, 2008

Domenica mattina, il sole spacca.


Svegliato di soprassalto per un raggio di sole che prepotentemente ha deciso di riflettersi per tutta la stanza. Rotolo giù dal letto, scivolo a piedi nudi sul pavimento ghiacciato, mi trascino verso la cucina, ecco ce l'ho fatta, sono seduto! Mi guardo un po' intorno e non c'è nessuno, proprio nessuno neanche il cane. Mi accorgo della luce splendida fuori dalla finestra e degli alberi che fra i loro rami, sembrano accogliere tutto il calore del mondo. D'improvviso sono gia in piedi.

Monday, January 14, 2008

. . .


Il regno delle sue parole battute
schiumatosi nelle ali di una frafalla
la sua bocca sconcia che trafigge il suono della poesia
e la sua lingua color maggese che distrugge il silenzio della vista.
Lento sale il sibilo di questa voce che
discende dalla parte più remota, eburneo ade dell'anima

Che gioia!
Che ardente spensieratezza!
questa felicità che fa tremare le mani
e che il desiderio riduce a nulla
e che nella tua carne affoga il ricordo.
Ma la bellezza,
La bellezza della tua folle corsa non è mai sparita
anz'essa attira maggiormente la notte che fu
e nel buio irride il tempo.

Or eccoci dunque
io.
tu,
bellissimo fiore di primo arbore.

Sulla colonna di Tebe costruirono la tua casa
sui tetti di Parigi richiamammo a noi la nostra passione
o mia piccola gioia!

Monday, January 07, 2008

Poeti, Artisti, Mendicanti










Tom Waits, Jeff Buckley, Nick Drake, Leonard Cohen.

Dal mio modestissimo punto di vista, e per autoconvincermi dell'umiltà della quale mi rivesto e con cui mi appresto a scrivere un post del genere oserò chiamare il mio punto di vista un frame vero e proprio.

Quindi mi perdoneranno i critici artistici in senso stretto, ma il mio giudizio non è parziale. Pur non essendo iscritto ad alcun partito, per me certe cose vanno in un'unica direzione.

In altre parole, per me sono loro quelli che contano.

Ma sono solo alcuni degli artisti che hanno fatto emergere dalla tragedia umana una bellezza quasi perfetta. Sono solo alcuni di quelli che riescono a fare musica anche in mezzo al torpore miope della strada e che la strada rendono allietante fino a farla tremendamente loro per poi in essa perdersi nuovamente perchè la tragedia ha un inizio e una fine. E la fine non è senza lacrime.

Per me sono loro, non c'è nulla da fare. Quelli che riescono a far crescere fiori anche sul cemento.

Essere malinconici senza essere banale è quanto mai difficile, ma addirittura scrivere delle vere e proprie poesie in grado di far resuscitare l'autenticità della nostra vita (che è poi quello che conta) e da artisti di un certo calibro, non so se mi spiego. Sentirsi VERI di fronte a questa melodia dove la voce bacia lo strumento e dove l'aria diventa così fitta e irrespirabile seppure in uno spazio così immenso come possono essere le possibilità di contatto con la vita è qualcosa che capita solo dinanzi alla POESIA. Ed io non posso non piegarmi alla POESIA.

La voce di Buckley, la musica visiva di Waits, la dolcezza che esce dalla poesia di Drake, l'ironia rude di Cohen costituisco già il più bel dipinto di questo mondo. Ed è tutto qui. Tutto nella tua testa.



Wednesday, January 02, 2008

RESTARTING


Ricominciare, lavorare, organizzare, studiare, pensare, agire, fare, dire e contraddire, sospirare, respirare, sbuffare, formalizzare, odiare, amare, cessare, osare, fingere, tracciare, varcare, constatare, rispettare, dimenticare, lasciarsi andare, andare, desiderare.


C'è tempo? No tempo non c'è.
Consistenza? Delle idee.
Bellezza? Nell'azione.
Luce? Nella carne.
Tenebre? Nel pensiero..