Monday, January 07, 2008

Poeti, Artisti, Mendicanti










Tom Waits, Jeff Buckley, Nick Drake, Leonard Cohen.

Dal mio modestissimo punto di vista, e per autoconvincermi dell'umiltà della quale mi rivesto e con cui mi appresto a scrivere un post del genere oserò chiamare il mio punto di vista un frame vero e proprio.

Quindi mi perdoneranno i critici artistici in senso stretto, ma il mio giudizio non è parziale. Pur non essendo iscritto ad alcun partito, per me certe cose vanno in un'unica direzione.

In altre parole, per me sono loro quelli che contano.

Ma sono solo alcuni degli artisti che hanno fatto emergere dalla tragedia umana una bellezza quasi perfetta. Sono solo alcuni di quelli che riescono a fare musica anche in mezzo al torpore miope della strada e che la strada rendono allietante fino a farla tremendamente loro per poi in essa perdersi nuovamente perchè la tragedia ha un inizio e una fine. E la fine non è senza lacrime.

Per me sono loro, non c'è nulla da fare. Quelli che riescono a far crescere fiori anche sul cemento.

Essere malinconici senza essere banale è quanto mai difficile, ma addirittura scrivere delle vere e proprie poesie in grado di far resuscitare l'autenticità della nostra vita (che è poi quello che conta) e da artisti di un certo calibro, non so se mi spiego. Sentirsi VERI di fronte a questa melodia dove la voce bacia lo strumento e dove l'aria diventa così fitta e irrespirabile seppure in uno spazio così immenso come possono essere le possibilità di contatto con la vita è qualcosa che capita solo dinanzi alla POESIA. Ed io non posso non piegarmi alla POESIA.

La voce di Buckley, la musica visiva di Waits, la dolcezza che esce dalla poesia di Drake, l'ironia rude di Cohen costituisco già il più bel dipinto di questo mondo. Ed è tutto qui. Tutto nella tua testa.



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