Monday, November 26, 2007


La prima volta va sempre così. Tutto su, dritto d'un colpo senza prender fiato.

Se esiti per un secondo perdi tutto il gusto.

Non ricordo con precisione la prima volta che ci provai, però ricordo che tu eri con me.

Adesso, il gioco è sempre lo stesso. La prima sale, la seconda scende. Aspetti un attimo che sopraggiunga la melodia e poi con delicatezza graffi la corda. Ci versi un po' di vino per farla scivolare meglio. La vita.

Tuesday, November 20, 2007

Damian è uscito a prendere un po'di sole, un'altra volta.


La prima volta che aveva tentato un approccio del genere, non pensò mai, nemmeno per un lontano secondo che quell'azione avrebbe potuto avere ripercussioni su un bel pezzo della sua vita. Così tanto per usare un po' di finzione tentò più volte e in maniera disperata di riappropriarsi della bellezza, di non lasciarla andare via così, così come se nulla fosse accaduto. C'era del bello, c'era la consapevolezza che oltre la dimensione umana esisteva solo il superfluo e c'era l'inconsapevolezza che prima o poi anche lui avrebbe dovuto fare i conti con la strada. C'era fantasia nel mondo di Damian. Nessuno avrebbe mai immaginato che entrare nel mondo dei "JUBBALUNGA" significasse rinunciare a qualcosa. Eppure qualcosa se andò, un qualcosa di non fisicamente percettibile.. ma un po' di quell'inutile incuranza delle cose sembrava non tornare più. Certo solo adesso si accorgeva di tutte le domande che non si era mai posto, domande di cui ignorava da sempre l'esistenza. Ma a quale prezzo?

Dipendeva forse da lui.. (ripeteva tra se e se), il non riuscire ad aprire più quella porta, il dover vedere il mondo, tutto, o bianco o nero? Non aveva risposte. E non voleva dedicare più tempo alla loro ricerca. Voleva ritrovarsi così, di botto, senza un perchè senza un solo pensiero, all'improvviso nell'immediatezza dei sensi, come se vi fosse stato coinvolto da sempre..nell'azione.

Era questo il mondo che mancava a Damian. E che non aveva il coraggio di ripercorrere o di affrontare perchè nascondere il passato significava essere avanti, precedere i tempi. Eppur quel passato l'aveva portato lì, come non potervi dunque fare i conti ?

Riguardandosi alle spalle..vedeva la strada sommersa. Il presente sembrava di gran lunga più importante. E fu per una semplice percezione che tutto il buio sparì per sempre..e a mai più ritornare. Damian colse nel passato un qualcosa che non gli apparteneva più. Il mondo dei "JUBBALUNGA" gli aveva gia mangiato un po' d'anima. E fu così che egli decise di restare suo malgrado nel presente. Ma di restarci a suo modo, aprendo gli occhi.. su un nuovo pianeta e lì costruirci la sua nuova casa. La sua vita.

Sunday, November 11, 2007

In un momento [Dino Campana]


In un momento

Sono sfiorite le rose

I petali caduti

Perché io non potevo dimenticare le rose

Le cercavamo insieme

Abbiamo trovato delle rose

Erano le sue rose erano le mie rose

Questo viaggio chiamavamo amore

Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose

Che brillavano un momento al sole del mattino

Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi

Le rose che non erano le nostre rose

Le mie rose le sue rose





P.S. E così dimenticammo le rose.

(per Sibilla Aleramo)

Sunday, November 04, 2007

Damian sempre lui


L'onda cavalcata è una leggenda. Non esistono uomini tanto capaci. All'inizio qualcuno credeva di poter fingere, illudersi che un po' d'amore avrebbe portato ricchezza.

Oggi però chiudi un'altra porta, la schiena nuda e non sento che pace. Sono calmo.

Assiderato nel ricordo. Ma l'onda è una leggenda che pochi possono comprendere.

Anche perchè non tutti si fanno le stesse domande e nessuno si regala le stesse risposte. La differenza è tutta qui. Perchè siamo diversi? Perchè ognuno ama diversamente se stesso.

Ed ogni carezza che ti fai è un diverso modo di ascoltare e chiamare di toccare con coscienza le cose. Amo scrivere non tanto perchè posso sentirmi al sicuro e certo di quello che sono. Ma amo scrivere perchè so e sappiamo che il senso che diamo alle parole ha sinfonie estremamente diverse da quelle che suonano altre persone. Siamo noi queste parole. Noi uomini. (per dirla alla Hikmet).

Così, si. Oggi abbiamo chiuso l'ennesima porta. Alla fine l'onda è andata a farsi benedire.

Però dai qualche sorriso mescolato al vino rosso o sangue (bè chiamalo come ti pare) è rimasto.

Certo non si può costruire una casa dentro a un bicchiere ma forse qualche breve illusione, almeno per il tempo di ricaricare le tue percezioni è rimasto.

Buona fortuna Damian.

Ne hai davvero bisogno.


ops:

questa punteggiatura. Quando imparerai?!



Friday, November 02, 2007


Sono cadute altre stelle. Altre notti hanno chiesto la loro presenza.
Sei bellissima. Come non mai. Come non avrei potuto
ricordarmi e come non potrò perchè troppa
è la lunghezza della pace che provo.
Sei bellissima. Illuminata come semre,
arida come la terra sulla quale poggio i miei silenzi.
E non ho voglia di perdermi in parole anguste
o disorientati discorsi senz'anima.
Ti sento così lontana e ad ogni passo
sono più vicino a me stesso.
Per Dio quanti venti la tua bocca racchiudono?
Sbalzato nell'aria come un rospo di primo albore,
sopraggiunge la musica.
E perduto nel ricordo
smetto appena di cercarti.
E ricomincio. Mai esausto della tua bellezza.