Sunday, December 31, 2006

GO AT HOME !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

ALL THE POWER IN KILLER POLITICIANS.. PLEASE GO AT HOME TO SAVE THE WORLD





Saturday, December 30, 2006

30Dicembre2006


Le grandi storie.
Attenti a voi uomini, a saper distinguere le grandi storie. Costituiscono un enorme finzione, le pagine che tra qualche anno andranno a riempire la nostra storia, questa nostra realtà odierna fatta di tragedia e scena. Sembra di starci sopra a questo piedistallo di percepire in una frazione inutile di tempo miriadi di notizie che da una parte all'altra del mondo entrano e escono, vengono captate oppure purgate nell'indifferenza di chi vuol vivere pensando che cosi ci si possa mettere l'anima in pace. Non credo vada proprio cosi, effettivamente non ho la più pallida idea di quali siano i principi per i quali certe cose vanno cosi. E tutto il mondo assiste impotente, schiavo del suo narcisismo, della sua inettitudine, dei suoi fugaci principi, della sua nevrotica fretta.

Ritornare alla semplicità, apprezzare cio che si ritiene ovvio e indagare, approfondira instancabilmente sarebbe gia un inizio, sarebbe gia una passione.

Cosi non posso non indignarmi ancora una volta davanti alla pena di morte, ancora una volta davanti a un occidente schiavo dei suoi principi di giustizia. Che Europa siamo, se non riusciamo a opporci, che nazione siamo se i nostri politici si limitano a fare gli opinionisti in merito. C'è stato un omicidio, ce ne sono ancora altri e altri ce ne saranno, tutti freddamente legalizzati, come a voler rendere dolce e ovvia l'azione più crudele del mondo. No questo non mi sta bene. E' bene non ricordarsi della pena di morte, soltanto oggi 30Dicembre2006 in cui Saddam Hussein è stato assassinato, ma ricordarsi della pena di morte sempre anche oggi 31Dicembre2006 giorno in cui in più di 100paesi in tutto il mondo qualcuno spira nel braccio della morte.

Saddam Hussein non è un martire, è un assassino ucciso da altri assassini, è violenza figlia della violenza, è sangue sporco di sangue. Il suo non è stato un atto di giustizia come l'assassino George Bush ha voluto far credere. Gli americani e gli inglesi (e perchè no anche l'Italia complice) hanno voluto dare un'esempio, hanno voluto distruggere l'immagine di un uomo, di un dittatore, ma non l'hanno punito, non hanno dato esempio di civiltà ma si sono abbassate a livello dei carnefici. Mi fermo qui, perchè non mi sembra giusto parlare della morte di Saddam Hussein oggi che altri milioni di persone muiono alla stessa fredda e legalizzata maniera.


NO ALLA PENA DI MORTE, NON SOLO OGGI MA SEMPRE E COMUNQUE IN QUALSIASI CIRCOSTANZA

Saturday, December 16, 2006

Odio (Da tenere sempre presente)


Odio:


Odio la passività in generale

Odio chi si lamenta continuamente e nel frattempo si perde nella propria inettitudine.

Odio gli inetti per l'appunto.

Odio chi ricerca l'impossibile senza rendersi conto di come un velo di quell'impossibilità sia vicina ai suoi occhi.

Odio gli "zerbini" e coloro che per stimolare la propria esistenza devono vivere di luce riflesse.

Odio in particolare, le bugie. Odio le belle parole, e i mezzi termini.

Odio il silenzio imbarazzante. Odio il rumore e il tanfo che sprigionano le parole inutili.

Odio gli indifferenti. Odio coloro che si ritengono al centro del mondo.

Odio i problemi. Odio l'apatia di certe persone. Odio i soliti posti. Odio i modi di dire.

Odio la pigrizia e la muffa che derivano dal non voler pensare.

Odio chi non pensa. Odio chi fa domande ad altri perchè non è in grado di farsi domande.

Odio chi pensa che certe cose siano scontate.

Odio chi affida il compito di pensare ad altri soltanto perchè è stanca di pensare.

Odio la stanchezza.
Odio le bugie inutili. Odio i bugiardi inutili.
Odio le prese in giro. Odio gli ipocriti.
Odio i muccusi e quelli che piangono miseria.
Odio i viziati e i prepotenti.
Odio chi non si sente mai in dovere di fare il primo passo.
Odio chi aspetta che tu lo chiami.
Odio chi non si guarda attorno.
Odio le abitudini che non ti riempiono i minuti.
Odio le imitazioni.
Odio chi imita le risate degli altri.
Odio i sicuri di sè.
Odio i pieni di sè.

Odio il pregiudizio, lo odio terribilmente, più di me stesso.

Odio chi non rischia, chi non conosce e non è interessato da cio che potrebbe conoscere.

Odio chi da giudizi su persone che non conosce.

Odio chi giudica dall'apparenza.
Odio chi si ritiene furbo, più furbo degli altri.
Odio chi fa della sofferenza il proprio pretesto di riscatto nei confronti del mondo.
Odio chi usufruisce delle persone.
Odio chi dice di non pretendere nulla da te e sul più bello ti fa una testa tanta con tutti i suoi dilemmi esistenziali.
Odio chi parla sempre di se.
Odio i finti interessati.
Odio i finti ascoltatori.
Odio la prevedibilità.
Odio essere circondato dai miei simili.
Odio gli opportunisti.
Odio chi fa della cattiveria il proprio metro di intelligenza.
Odio chi ritiene che nella sensibilità sia racchiusa l'intelligenza.
Odio chi pensa che certe cose si capiscono al volo.
Odio chi pensa di avere un sesto senso nell'esprimere giudizi.
Odio gli onnipotenti.
Odio coloro che si rendono volutamente vittime perchè incapaci a uscire dal proprio disagio
Odio chi non parla mai.
Odio chi non si mette mai in discussione.
Odio chi pensa che tutto gli sia dovuto.
Odio chi ritiene di sapere come funzionano certe cose.
Odio chi ti sta accanto senza dare stimoli perchè troppo pieni di se
Odio chi ti fa la voce dolce e poi fatti i cazzi suoi se ne va.
Odio il senso di colpa che mi nasce dall'odiare tali tratti della vita.

Odio chi grida per affermare con prepotenza che il suo pregiudizio corrisponda a verità.

Odio chi non prende una decisione. Odio chi fa amicizia per convenienza.

Odio i calcoli nei rapporti umani.

Odio chi generalizza.

Odio le frasi fatte. Odio i circoli viziosi. Odio le persone che credono al destino immutevole.

Odio chi non cambia. Odio chi vive per dover vivere. Odio chi respira per dover respirare.

Odio chi fa a meno di agire per non inciampare.


Odio - Odio - Odio - Odio - Odio - Odio - Odio - Odio - Odio



Friday, December 15, 2006

American Murders

Angel Diaz, portoricano, si è sempre dichiarato innocente. Il governatore Jeb Bush ha ordinato l'autopsia

Florida, esecuzione dura 34 minuti di atroce agonia, al condannato dose doppia di farmaci

Angel DiazMIAMI - Ancora polemiche sulle esecuzioni capitali negli Stati Uniti. Sono scoppiate in Florida dopo la morte di Angel Nieves Diaz, 55 anni, portoricano, condannato alla pena capitale per aver ucciso nel 1979 il proprietario di un topless bar. Secondo le attuali procedure dello stato, la morte dei condannati avviene tramite tre successive iniezioni che servono a sedare il prigioniero, paralizzarlo e poi arrestargli il battito cardiaco. Tempo totale dell'operazione, 15 minuti. Nel caso di Diaz pare ci sia voluto il doppio del tempo anzi, per l'esattezza, 34 minuti di agonia e una doppia dose di farmaci letali. Sembra anche che sul suo volto, nel corso dell'esecuzione, siano apparse evidenti smorfie di dolore. Jeb Bush, governatore dello stato, ha dichiarato che verrà eseguita un'autopsia per accertare le cause del ritardo nella morte di Diaz, aggiungendo anche di "non sapere" se sia stato fatto qualcosa al di fuori di quanto stabilito dal protocollo: "In effetti è inusuale che ci voglia tanto tempo - ha detto il fratello del presidente americano - ma ho approntato un apposito team affinché venga fatta luce sul caso". Secondo un portavoce dell'amministrazione penitenziaria dello stato, Diaz sarebbe spirato nel doppio del tempo normale a causa di alcuni problemi al fegato che avrebbero potuto alterare il metabolismo del condannato rallentando l'azione dei farmaci. La Florida applica l'iniezione letale dal 2000, anno in cui venne preferita alla sedia elettrica dopo un'esecuzione in cui si erano levate delle fiamme dalla testa del condannato. Ciò nonostante Diaz si era appellato allo stato chiedendo la grazia con la motivazione che l'iniezione letale è un sistema crudele e inumano. Grazia rifiutata l'11 dicembre scorso.
Prima di morire il portoricano ha nuovamente dichiarato di essere innocente. Parlando in spagnolo ha detto: "Lo stato della Florida sta commettendo un crimine perché sono innocente. La pena di morte non solo è una forma di vendetta, ma è anche un atto di grande vigliaccheria nei confronti di un uomo". (15 dicembre 2006)

Monday, December 11, 2006


Quando la politica entra in gioco con le sensazioni, non c'è nulla di più grave. Quando la politica si ruba i concetti e violenta il senso del nostro umano sentire, non c'è nulla di più grave. Sono infinite le colorazioni immerse nel mondo e infiniti sono i mondi immersi nei colori. Cosi la libertà non consiste nel poter fare cio che voglio incurante del mondo e dei colori, ma consiste nel senso che io decido di dare a queste sfumature e a questi infiniti pianeti, astri, meteore e lune che mi circondano le galassie dei pensieri. Infiniti pensieri, sfumature di pensieri.Io posso osservare la riva, l'orizzonte in lontananza e la libertà si sprigiona in quello che sento nel preciso istante in cui la sensazione ha a che fare con la vita.Cosi io posso all'occorenza decidere di avere il sole la notte e la luna di giorno, posso sentire la pioggia e le carestie fare l'amore sulla mia testa, posso quando tutto sembra ombra, sentire la moltitudine dell'amore che la mia carne sprigiona verso i tuoi occhi.Posso decidere che i tuoi occhi non siano occhi mortali bensi pietre millenarie della madreterra.Posso sentire il contatto con la tua pelle e decidere che ciò che tocco non è pelle di donna ma ambrosia protetta di dea.Cosi la libertà diventa la forza oltre la quale anche il nulla non potrà far nulla contro il senso che decidiamo di imporgli.E' questa forza incontrollabile, l'unica cosa di cui necessitiamo. Essere liberi essere nell'essenzialità talmente liberi da poter pensare che ciò che odo e ciò che tocco con mano non sono che le proiezioni di una mente che decide di vedere e di sentire ciò che vuole.